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Paolo Cossi è da tempo considerato l'enfant prodige del panorama fumettistico italiano. Definito dalla critica come "il folletto" ha saputo spaziare su diversi fronti, prediligendo quello storico e proponendo al pubblico una capacità di imbastitura delle proprie storie che difficilmente riusciamo a trovare in altri autori con nomi altisonanti. Le sue opere hanno iniziato a farsi conoscere da quasi tre lustri, spaziando su tematiche forti, come ad esempio il lavoro dedicato al caso Unabomber, o descrivendo storie e personaggi che appartengono alla sua quotidianità.

Quando gli eventi evolvono, spesso li si presenta dicendo che "è il nuovo che avanza". Se tale assioma venisse utilizzato in letteratura, allora lo assoggetteremmo al nuovo romanzo di Marco Missiroli, "Atti osceni in luogo privato" estendendolo poi anche all’autore. una voce decisamente nuova, capace di parlare di labbra e morsi senza dover per forza creare personaggi anemici e vampireschi e restauratore di una sessualità che ci riporta alla normalità e al nostro deja vù senza bisogno di acquistare lacci, frustini o altri oggetti improbabili nel menage a deux che ci caratterizza.

Giordano Tomasoni, a cui avevamo recensito già lo scorso anno il suo precedente lavoro "Mi spinge la salita" si è dimostrato prolifico sia in ambito letterario che nello spostamento degli obiettivi sportivi. La cura messa in entrambi i casi ha prodotto i suoi frutti e questo secondo lavoro si fa apprezzare sia per l avena ironica, sia per il lato intimista che l’autore esplora oggi con meno fatica e maggior consapevolezza.

Nella rubrica "10 domande all'autore" vi proponiamo l'intervista ad Antonio Vena, scrittore vincitore del concorso Big Jump con il romanzo "Nessun Perdono", di cui potete leggere la recensione qui, pubblicato sotto lo pseudonimo di Giuliano Fardo scritto a quattro mani insieme a Luca Ilardo. 

Marco Archetti, bresciano, classe '76 è il battitore libero della scrittura contemporanea. Capace di narrare odi nostrane, così come di spaziare in romanzi che portano il lettore in transvolate oceaniche. Il lavoro su cui noi concentriamo l’attenzione ci permette di fare un ritorno al passato di casa nostra, spesso dimenticato, per paura o pudore di dover confessare alcuni segreti che paiono ormai dimenticati.

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