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- CLUSONE - Un restauro complesso, dagli esiti sorprendenti. La Chiesa del Paradiso di Clusone - restaurata per volere della Comunità di Clusone, guidata da mons. Giuliano Borlini, con il contributo della Fondazione Credito Bergamasco - torna a nuova vita regalando ai suoi fedeli e agli amanti dell’arte un magnifico ciclo di affreschi, riscoperto nella Cappella dell’Addolorata proprio grazie ai lavori di recupero.

Un evento straordinario, sul piano storico e sul profilo artistico, che dona una nuova e importante pagina culturale alla città di Clusone e al suo santuario della Madonna del Paradiso, da sempre nel cuore e nella devozione dei clusonesi.

«L’intervento operato presso la Chiesa del Paradiso ha consentito il ripristino di suggestivi affreschi che la storica stratificazione degli interventi sulla Chiesa aveva occultato alla vista e alla conoscenza; data la nostra particolare vocazione alla salvaguardia del Patrimonio locale – attestata da oltre un centinaio di importanti interventi nel decennio (alcuni dei quali veri e propri salvataggi di Capolavori dei nostri territori) – non potevano non corrispondere alla richiesta di aiuto lanciataci tempo fa dal parroco, Mons. Borlini, con un significativo investimento economico che, come vedranno i visitatori, ha avuto un altissimo ritorno culturale per la Comunità di Clusone e per l’intera Provincia, trattandosi di eccellenti opere d’arte, ad oggi sconosciute» - ha dichiarato Angelo Piazzoli, Segretario Fondazione Credito Bergamasco.

I lavori di restauro, in particolare, hanno coinvolto dapprima l’altare dell’Addolorata con la sua grande ancona lignea, opera della bottega di Andrea Fantoni realizzata tra il 1728 ed il 1730. Il restauro è durato circa 12 mesi e ha richiesto la rimozione dell’ancona dalla parete della cappella poiché fortemente compromessa dai tarli. Struttura su cui si è intervenuti in più fasi, per poi ricomporla secondo l’originale schema costruttivo che era stato modificato nel secolo scorso. Le fasi di pulitura hanno riportato alla luce le brillanti policromie fantoniane, la raffinata tecnica di doratura, variata a seconda degli elementi decorativi con effetti diversi, i decori floreali dipinti su carta filigranata, rari e delicati, applicati sopra le dorature. Un restauro estetico ha ricomposto le mancanze presenti integrandole cromaticamente e la foglia d’oro zecchino è stata applicata, rispettando gli effetti originali diversificati. Così, dopo la rimozione dell’apparato scenico dell’ancona, è emerso l’intero riquadro affrescato della “Pietà con la Vergine Addolorata che regge il corpo di Gesù con ai lati i due beati dell’ordine dei Serviti, Filippo Benizi e Pellegrino Laziosi”. Un’opera che risultava visibile solo parzialmente a causa dell’imponente ancona dorata.

«Guardando all’insieme della Cappella è apparso subito chiaro che l’impianto decorativo neogotico della fine dell’ 800 aveva coperto altri affreschi dei quali appariva una piccola porzione sulla parete di destra. Una attenta ricerca diagnostica ha permesso di rilevare la presenza di antiche pitture lungo la parete di fondo a fianco dell’affresco miracoloso e sulla parete destra della cappella. Così, i successivi sopralluoghi e il reperimento dei fondi hanno dato inizio alla campagna di restauro durata otto mesi, dagli esiti emozionanti per tutti noi» - ha spiegato il restauratore Tiziano Villa.

Nei lavori, infatti, sono subito emerse le difficoltà legate al precario stato di conservazione degli affreschi e alle pesanti sovrapposizioni operate nel corso dei secoli, oltre ai numerosi danni dovuti all’umidità e alle intemperie. Altri danni, inoltre, sono venuti dall’innalzamento della pavimentazione esterna verso l’attuale sagrato della chiesa. Ma, dopo mesi di intenso lavoro, il risultato finale è stato straordinario. Sono, infatti, tornati alla luce una serie di riquadri con santi e Madonne disposti su due registri: quello superiore composto da 5 riquadri con tre differenti “Madonna col Bambino”, un “san Gottardo” e un lacerto non ben definibile (forse un S. Gerolamo), e quello inferiore composto da altri 5 riquadri con  “Madonna con Bambino”, una parte di un “ S. Antonio abate” e un lacerto di un “San Rocco” affiancato da un altro santo non identificabile, un altro quadro con lacerti e un pannello decorativo fitomorfo.

«Sopra gli affreschi quattrocenteschi c’era una prima imbiancatura di calce spenta stesa pochi decenni dopo la realizzazione; nei secoli successivi sono stati sovrapposti ulteriori intonaci e laterizi fino a 12 centimetri di spessore. L’accurata rimozione ha riportato alla luce le brillanti cromie originali, le minimali ricostruzioni sono state effettuate in modo da mantenere chiaro il distacco tra le porzioni nuove e quelle originali. Questo ha permesso una buona lettura d’insieme, evidenziando i ritocchi apportati ad una visione ravvicinata » – ha chiarito Villa, specificando che il riquadro centrale dell’Addolorata è stato attentamente consolidato e ripulito dagli interventi precedenti che lo avevano alterato e che le operazioni di restauro hanno rispettato le due ferite inferte, secondo la tradizione, dal giocatore sacrilego, nel 1495, dalle quali sgorgò sangue, facendo nascere la straordinaria devozione popolare ancora oggi esistente.

«Il ripristino di questi affreschi suggestivi costituisce uno stimolo aggiuntivo alla visita degli splendidi monumenti della Parrocchia (dalla Basilica ai Disciplini, dalle belle Chiese ai preziosi dipinti ivi conservati) e alle significative bellezze storico/paesistiche della Città di Clusone, soggetti con i quali - oltrepassando la dimensione del semplice sostegno finanziario a mostre, eventi, pubblicazioni, formazioni sociali - il Credito Bergamasco e la sua Fondazione hanno portato a felice compimento rilevanti iniziative. La nostra prossimità a questa Città, infatti, si esplica sia nell’importante sostegno che - da ben oltre un secolo (la filiale storica iniziò ad operare nel 1894) - la Banca assicura all’economia locale, alle imprese ad alle famiglie del territorio, sia con il supporto che Creberg e Fondazione danno a progetti di grande qualità come la sistemazione della “Danza Macabra”, il restauro dell’ “Orologio Planetario Fanzago”, la realizzazione del Museo Arte Tempo» - ha ricordato Angelo Piazzoli.

«Straordinario è il risultato di questo lavoro, forte la sorpresa e straordinaria l’emozione che abbiamo provato nell’osservare i tesori custoditi nella nostra Chiesa del Paradiso portati a nuovo splendore. È questo un luogo di culto molto caro ai clusonesi, che oggi si è mostrato non solo nella sua veste sacra ma anche come culla d’arte di grande pregio, inorgogliendo tutti i cittadini. L’affresco dell’Addolorata restituito allo splendore originale e gli altri affreschi ritrovati, siano per tutti un invito alla preghiera e un aiuto per una rinnovata devozione a Maria. La contemplazione di queste opere diventino per tutti i clusonesi motivo per ringraziare, per domandare e confidare ciò che di più profondo ognuno porta nel cuore. Ed è per questo che a nome di tutti mi sento di dire un sincero “Grazie” alla Fondazione Credito Bergamasco per il deciso e profondo supporto in questo restauro» - ha concluso mons. Giuliano Borlini.

 

 

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